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ottobre 2015

Clafoutis pere e cioccolato di Gabila per Recake

Questo mese, più di altre volte, arrivo all’ultimo secondo alla sfida con il clafoutis  per Re-cake  ma non potevo proprio mancare visto che questa volta la ricetta arriva dal blog di Gabila, Panedolcealcioccolato . Ammiro il suo blog per le ricette e per le sue bellisime fotografie. Credo non ci sia foodblogger in italia che non vorrebbe le sue teglie per le foto, ahahah.

clafoutis pere-1

Chi mi conosce sa che in questo momento ho altri mpegni che mi tengono lontana dal blog, ma questoa ricetta proprio non potevo non farla, è comunque una ricetta veloce e di sicura riuscita, potete anche variare la frutta secondo il vostro gusto o la stagione, ma pere e cioccolato direi che sono un classico .

clafoutis pere e cioccolato-1

Clafoutis pere e cioccolato di Gabila per Recake
 
Prep time
Tempo di cottura
tempo totale
 
Author:
Recipe type: Dolce
Cuisine: Francese
Porzioni: 8
Ingredienti
  • INGREDIENTI
  • (per una torta diametro 20-22)
  • 400 g di pere
  • 50 g di cioccolato fondente in gocce
  • 200 ml di latte fresco
  • 200 ml di panna fresca
  • 2 uova
  • 2 albumi
  • 150 g di farina 0
  • 125 g di zucchero semolato
  • 1 baccello di vaniglia
  • burro q.b.
  • sale q.b.
  • zucchero a velo q.b.
Spiegazione
  1. Per prima cosa tagliate le pere a fettine e mescolatele con 25 gr di zucchero. Disponetele in una tortiera precedentemente imburrata.
  2. In una terrina setacciate la farina, unite il restante zucchero, i semi della bacca di vaniglia e il sale.
  3. A parte, invece, sbattete le uova con gli albumi, uniteli quindi agli ingredienti secchi e mescolate con cura. Aggiungete il latte, la panna e versate il composto sulle pere.
  4. Cospargete con le gocce di cioccolato e infornate a 180° per 35 minuti circa.
  5. Una volta cotto il clafoutis, lasciar intiepidire e cospargere con abbondate zucchero a velo, quindi servire.

Se la volete più bassa usate una teglia più grande, la mia era da 24 cm di diametro, se invece la preferite più morbida tenetela qualche minuto in meno in forno.

clafoutis -1

Con questa ricetta partecipo anche questo mese a Re-cake.

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Focaccia alle erbe aromatiche di Dunja Gulin

Eccomi alla seconda ricetta da testare del libro Pasticceria vegana di Danja Gulin. Non è un prodotto da pasticceria nel senso stretto della parola perchè è una focaccia, quindi un lievitato salato ma rientra con altre ricette salate nel libro che testeremo per voi questo mese con Cakes lab test and taste

focaccia vegan erbe -1

E’ una focaccia fatta con farina di farro, di segale e integrale , molto semplice da fare anche per i meno esperti di panificazione. So già cosa state pensando, tutte le focaccie o quasi sono vegan, si certo, ma proprio per questo rientra a pieno titolo in un libro di ricette vegan.

Focaccia alle erbe aromatiche
 
Prep time
Tempo di cottura
tempo totale
 
Una morbida focaccia con farina di farro, segale e integrale .
Author:
Recipe type: focaccia vegan
Cuisine: internazionale
Porzioni: 6
Ingredienti
  • Per lo starter:
  • 40 g farina di segale
  • 55 ml acqua tiepida
  • 2 cucchiaini di lievito secco ( 5 g)
  • Per l'impasto:
  • 200 g farina di farro non sbiancata
  • 30 g farina integrale rinforzata
  • ½ cucchiaino di sale
  • 110 ml acqua tiepida
  • 1 cucchiaio d'olio + quello per la teglia
  • 1 cucchiaio di bevanda alla soia
  • Per finire :
  • 4 cucchiaini di erbe aromatiche secce ( rosmarino,origano, semi di finocchio a piacere)
  • 1 cucchiaino di sale grosso marino o dell'Himalaya
Spiegazione
  1. In una ciotola mescolate gli ingredienti per lo starter e fate riposare per 30 minuti coperto.
  2. Per l'impasto mescolate in un altra ciotola le farine e il sale, In una caraffa mettete l'acqua, l'olio e la bevanda di soia. A questo punto mescolate le 3 preparazioni insieme, versatele su un piano infarinato e lavoratelo per 5 minuti, finchè non sarà soffice e leggermente appiccicoso. Aggiungete farina se necessario.Mettete l'impasto in una ciotola unta e coprite e lasciate lo riposare per 2 ore e 30 minuti in un luogo caldo.
  3. Dopo questo riposo stendere la pasta in una teglia ben oliata usando i polpastrelli, partendo dal centro , verso gli angoli.Fate poi dei piccoli incavi con le dita , spruzzate con un po' d'olio, coprite e lasciate riposare ancora 2 ore.
  4. Distribuite le erbe secche e del sale sulla superficie e infornare a 180° per 20 minuti o fino a quando sarà dorata e croccanate

focaccia vegana erbe-1

Il risultato è una focaccia soffice dal sapore particolare. Ottima anche per essere farcita .

In base alla mia prova e al risultato dire che la ricetta si merita una faccina così

molto bene small

So che manca pochissimo ma potete provare a giocare con noi e la buonissima torta al cioccolato vegana per Crazy taste

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Pollo, pollo ripieno, pollo arrosto, il pollo per MTchallenge

Se già gli altri mesi faccio confusione nella ricetta della sfida MTchallenge, temo che quasta volta qualcosa l’avrò dimenticata.

Per alcuni motivi personali  la mia ricetta questo mese  ha rischiato di non essere in sfida, ma come ho già detto altre volte, cucinare mi aiuta a rilassarmi e  a schiarirmi le idee, quindi ho deciso di farla, chiedo scusa se è troppo semplice ma è comunque gustosa.

pollo ripieno 2-1

La sfida che ci ha proposto questo mese Patrizia di Andante con gusto  , la vincitrice del mese di Settembre era il pollo ripieno, ma un pollo che andava disossato da noi seguendo i suoi consigli. Non so da dove arrivi la mia “abilità” ma disossare mi viene facile, se per voi non è così vi consigli comunque di seguire i consigli di Patrizia e di guardare il bellissimo schema di Dani Pensacuoca

pollo disossato Model (1)

5.0 from 1 reviews
Pollo, pollo ripieno, pollo arrosto, il pollo per MTchallenge
 
Prep time
Tempo di cottura
tempo totale
 
Una ricetta della tradizione, il pollo ripieno con fegatini
Author:
Recipe type: Secondo piatto - pollo
Cuisine: italiana
Porzioni: 8
Ingredienti
  • 1 pollo di circa 1,5 kg
  • 150 g carne trita di manzo
  • 100 g salsiccia
  • 100 g fegatini di pollo
  • 1 uovo intero
  • 2 cucchiai di parmigiano grattugiato
  • 1 panino al latte o 2 fette di pan carrè ammollati in poco latte ( da mettere solo se l'impasto risultasse asciutto )
  • sale, pepe, noce moscata, chidi di garofano
  • olio d'oliva
  • 1 cucchiaio di fecola di patate
  • Per contorno:
  • melanzane, zucchine e peperoni
  • olio, sale
  • prezzemolo tritato
  • Purè di patate:
  • 300 g patate
  • latte
  • sale
  • 20 g burro
  • carote
Spiegazione
  1. Disossate il pollo partendo da un incisione sul dorso e staccando la polpa con un coltello molto affilato ( seguite le istruzioni nel link sopra ) .
  2. Quando avrete tolto tutte le ossa della cassa toracica, togliete anche le ossa dell'articolazione della coscia,lasciando solo quelle all'interno dell'ultima parte delle coscie,
  3. Mettete il pollo ben aperto su un tagliere con la pelle appoggiata al piano.Salete epepate la carne del pollo.
  4. In una ciotola preparate il ripieno mescolando la carne trita, la salsiccia, l'uovo, il pane bagnato nel latte e un po' strizzato, il sale, pepe, noce moscata, chiodi di garofano in polvere, il parmigiano, e mescolate bene il composto.
  5. Stendetelo in uno strato sul pollo aperto, prendete i fegatini, puliti e tagliati a pezzetti e metteteli sul ripieno, ora com molta attenzione avvicinate le due parti della schiena del pollo cercando di ridargli la forma del pollo.
  6. Prendete un grosso ago , del filo da cucina e cucite la pelle del pollo sul dorso,
  7. Legate le zampe e tenete in forma il pollo con dello spago da cucina o degli elastici da cucina.
  8. Appoggiatelo in una teglia ben unta, cospargete il pollo con olio, sale e pepe e mettete in forno a 190° , dopo 5 minuti aggiungete 3 cucchiai di aceto di lamponi o aceto di mele, poi lasciate cuocere per 90 minuti, bagnando ogni tanto con il fondo di cottura. Se non fosse sufficente aggiungete un po' di brodo che potrete preparare con la carcassa e le parti scartate del pollo.
  9. A metà cottura girate delicatamente il pollo e contiunate la cottura.
  10. Quando il pollo sarà cotto , toglietelo dalla teglia e appoggiatelo su un piatto, mettete la teglia sul fuoco e alzate la fiamma, stemperate della fecola di patate in poca acqua fredda e unitela al sugo caldo per farlo addensare. Filtrate la salsa e servitela calda in una salsiera.
  11. Tagliate il pollo a fettine e servitelo con la salsa calda a parte .
  12. Per il purè di patate fate lessare le patate con la buccia.
  13. Quando saranno tenere , scolatele, spelatele e passatele nello schiacciapatate, mettele in un pentolino, aggiungete il burro , del sale e tanto latte quanto ne servirà per ottenere un purè morbido ma non troppo molle.
  14. Per le verdure grigliate:
  15. tagliate a fette le verdure, ungete una griglia , scaldatela bene, ungetela e mettete le verdure, dopo 6-7 minuti , giratele e finite la cottura, saltele e mettetele in un piatto, spolveratele con del prezzemolo tritato.

Qui potete vedere come dovrebbe essere il pollo disossato

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e il pollo ricucito

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Tutto qui, una ricetta semplice, per nulla alla moda, anzi forse un pochino antica, ma a noi, in famiglia, piace molto. Questo pollo è ottimo anche preparato in anticipo e servito freddo  a fettine sottili con una bella insalata mista.

pollo ripieno-1

Se non ho combinato pasticci e fatto errori con questa ricetta parteciperei alla sfida di ottobre dell’MTchallenge.

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Il mio tour in Val Camonica tra mele, viti e cucina camuna – seconda parte

Come già vi avevo raccontato nel post precedente, nel primo week end di ottobre sono andata a Darfo Boario Terme in occasione della manifestazione  Del bene e del bello, abbiamo cominciato la serata di Cam-on-eat, progetto che combina il recupero delle tradizioni enogastronomiche locali e l’innovazione creativa, con lo chef stellato Stefano Cerveni, per proseguire la mattina dopo  a Cerveno con una giornata di immersione nelle tradizioni enogastronomiche locali, tra musei, attrezzi, racconti video, mostre sulla vita della valle.

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In questi giorni sono stata a dormire in un bellissimo B&B a Gorzone , a pochi chilimetri da Boario, un paesino stupendo, con case caratteristiche e portali di pietra che riportano ancora la data della costruzione.

portale gorzone-1

Il B&B La teiera è sulla strada principale ma non sentirete alcun rumore perchè le camere sono sul lato della casa che guarda la montagna, è stato rinnovato nel 2012 , tutto è accogliente e molto piacevole, le camere sono di diverso colore e a colazione ogni tavolo è apparecchiato con i colori della camera, questo rende tutto veramente speciale e si capisce, anche da questo,  l’attenzione e l’amore che mettono nella cura dell’ospite . Beatrice e tutta la famiglia Capitanio, che lo gestiscono riescono a rendere il soggiorno bellissimo. La ricca colazione con anche i prodotti a base di mele prodotte dai meleti della famiglia, rende tutto perfetto.

colazione-1

La giornata di sabato non poteva finire se non con una buonissima cena in un ristorante della zona, La cuna del Lac  di Isacco Fedriga. In questo periodo i ristoranti della zona offrono la possibilità di gustare i sapori della valle con dei menù studiati in base alla zona , ci sono i menù del lago, della media valle e dell’alta valle, io avrei voluto assaggiare tutto ma poi ho scelto il menù della media valle.

La cuna del lac è un ristorate molto carino, rustico, ma molto attento sia alla presentazione dei piatti che alla sostanza, il personale è cordiale e simpatico, un posto molto piacevole dove gustare i piatti della zona.

Già il cestino del pane  era uno spettacolo, tutto pane fatto in casa, dei grissini alle erbe aromatiche, del pane ai cereali, del pane alla zucca e un pane ai pomodorini buonissimo ( di questo avrei voluto la ricetta, lo confesso).

pane la cuna del lac-1

Come antipasto mi è stato portato un tagliere con una frittatina di erbe aromatiche della valle, un cacciatorino nostrano e una giardiniera di verdure fatta in casa.

Poi di primo ho gustato dei tortelli alle ortiche e fatulì , un formaggio di capra della zona e burro antico , cosa posso dirvi se non che vanno provati? Il sapore deciso del formaggio di capra si stemperava benissimo con il burro e gli spicchi di  mele cotte che completavano il piatto.

la cuna del lac-1

Come seconda portata ho scelto un filetto di maiale con castagne, miele di rododendro, gratin di patate e speck.  Una carne tenera e saporita grazie anche alla pancetta che l’avvolgeva, il dolce delle castagne e miele che contrastava con il sapido della pancetta e dello speck reso croccante dalla gratinatura.

filetto di maiale la cuna del lac-1

Per concludere in dolcezza questa cena non poteva mancare un dolce, una delicata crostata alle pere, cioccolato e cannella.

crostata la cuna del lac-1

Vi ho ingolosito un po’ ?  Un consiglio ve lo voglio dare, andate di giorno o prima del tramonto per poter gustare anche il meraviglioso panorama che si gode dal ristorante sulla valle e sul caratteristico lago Moro, uno specchio d’acqua montano racchiuso da cime stupende.

La mattina seguente per fortuna il tempo ci ha risparmiato e nonostante il cielo pieno di nuvole , non ha piovuto ( beh in effetti un piccolo scroscio l’ha fatto, ma nulla di che), così, dopo una bella colazione con succo di mela e marmellata di mele della casa,  accompagnata dal Sig. Franco Capitanio sono andata a fare un giro per il paese di Gorzone alla scoperta dei suoi meleti.

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Il Sig Franco è il papà di Beatrice del B&B La teiera e da loro si può partecipare al progetto adotta un melo, si può scegliere una pianta di mele a cui verrà messo un cuoricino con il nostro nome e al momento della raccolta potremo andare noi stessi a raccogliere le mele della nostra pianta e portarcele a casa.

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Le mele del Sig. Franco non vengono trattate con prodotti chimici, per loro vengono usati solo sistemi naturali come ad esempio, dei piccoli anelli di plastica che secernono feromoni che  impediscono la proliferazione degli insetti dannosi per le piante e per i frutti come, ad esempio, il verme della mela e la lotta integrata.

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Il sig. Capitanio nei suoi 3 meleti ha circa 2500 piante e  produce 12 tipi di mele, oltre alle più note come le gala, la golden, la renetta, la granny smith, la fuji, ci sono altri tipi come la samsa, la jeromine,la pinova e la golden rush. La raccolta delle mele va da agosto  a ottobre e per ogni pianta si fanno 3 raccolti, seguendo la maturazione delle mele. Il sig. Franco vende direttamente le sue mele nel piccolo negozio sotto casa, dove potrete trovare anche i succhi di mela, le marmellate, l’aceto di mele.

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Ma la passione del Sig. Franco per la sua terra l’ha portato anche a cominciare la coltivazione anche di uva da vino, per ora ancora poche piante ma già altre sono pronte a dare i loro frutti nei prossimi anni. Questa sua passione è condivisa anche dal suo amico Enrico,dell’azienda agricola Togni-Rebaioli di Boario,  un giovane viticultore entusiata del suo lavoro che porta avanti con tanta  passione da abbandonare gli studi di giurisprudenza.  Enrico ha recuperato alcune vecchie viti ( mentre per alcuni sarebbe stato più facile estirparle e piantarne di nuove) e le ha riportate in condizione di dare bellissimi grappoli d’uva , perfetti per il vino.

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La curiosità e la passione,fanno si che Enrico sperimenti in continuazione nuovi vini , ne ho assaggiati un  paio veramente buoni e spero di poterne assaggiare presto degli altri. Intanto per ora mi gusterò una bottiglia di San Valentino di sua produzione con una splendida polenta, magari taragna , per rimanere in zona.

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Speriamo che  la passione di questi uomini  non si esaurisca, ma possa continuare per dare lustro alla Val Camonica, ai suoi territori, ai suoi produttori.

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La valle dei segni, la Val Camonica e le tradizioni -prima parte

Nel primo weekend di ottobre ho avuto la fortuna di essere invitata a Darfo Boario Terme con alcune amiche blogger in occasione della presentazione dei progetti La valle dei segniCam on eat e del volume Erborare, per scoprire un territorio stupendo, la Val Camonica.

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L’Italia ci offre sempre zone bellissime, paesaggi mozzafiato ma purtroppo spesso messi in secondo piano da luoghi più alla moda. Grazie ad un gruppo di persone entusiaste della loro valle è nata “ La valle dei segni” un progetto stupendo per riscoprire la Val Camonica , che può offrire non solo piste da sci o fonti termali ma un patrimonio incredibile di storia e di persone uniche.
Il territorio camuno offre un patrimonio inimmaginabile. La valle dei segni nasce proprio come progetto per riscoprire e rivalutare questa bellissima valle, lo sapevate che le incisioni rupestri di questo territorio sono diventate il primo patrimonio dell’umanità dell’Unesco in Italia nel 1979 ?

Nel mese di Ottobre poi la valle offre 4 fine settimana densi di appuntamenti, per tutti i gusti all’interno del progetto Del bene e del bello.

gorzone -1

Venerdì abbiamo partecipato alla presentazione del video di Cam on eat , un progetto sulla cucina e sulle tradizioni culinarie camune. Un appassionato intervento dello chef stellato Stefano Cerveni ha fatto capire le potenzialità di questo territorio, ricco di frutta, formaggi, carne ed erbe spontanee.

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Proprio in merito alle erbe spontanee è stato presentato un bellissimo libro in cui le “Erborare” si raccontano, (le erborare sono le donne camune che conoscono la loro terra e le sue erbe spontanee) e descrivono aneddoti della loro vita e ci regalano ricette uniche tramandate  nelle loro famiglie, il tutto corredato da bellissime immagini di Maria Cemmi. Un libro perfetto come regalo sia a chi ama leggere che cucinare.

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Ma tutto questo è stato possibile anche grazie al progetto La valle dei segni , un progetto forse troppo grande da spiegare in poche righe, quindi vi invito ad andare a vedere il loro sito e a lasciare il vostro segno, si perchè con un semplice gioco, potrete vedere di che segno siete ( nulla a che fare con l’astrologia ) e lasciare il vostro segno nella valle.

Sabato abbiamo visitato il bellissimo paese di Cerveno, famoso per la sua via Crucis lignea ma anche per la via crucis animata che si svolge ogni 10 anni per le vie del paese.
Qui abbiamo avuto modo di conoscere i registi del film “ Raccontare l’uomo che mangia” e vedere il progetto legato a questa storia. Abbiamo potuto visitare la Casa Museo , una fedele riproduzione della casa rurale tipica della valle, in cui vengono proiettati i video realizzati con i racconti delle persone che vivono qui e mantengono vive le tradizioni.

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Proprio per farci toccare con mano queste tradizioni abbiamo avuto modo di assaggiare dei piatti preparati per noi dalle donne del paese secondo le ricette di famiglia, ma qui purtroppo nessuna foto, eravamo troppo impegnate ad assaggiare i buonissimi casoncelli fatti secondo la ricetta tradizionale con formaggio, carne ed erbe , ma anche con zucca e uvetta, con speck, i “capù” o capponi, involtini di carne e verza , i dolci , insomma non avevamo tempo per le foto.

A Cerveno è possibile anche visitare il vecchio caseificio turnario del 1929  dove tutto il paese raccoglieva il latte e dove si possono ancora vedere i macchinari dell’epoca e leggere i documenti originali in cui erano riportate le pesate del latte, i compiti dei casari,le indicazioni di cosa fare.

Dall’altra parte del paese c’è il Santuario con la sua particolarissima Via Crucis all’interno della chiesa.

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Tornando verso Boario Simona ed io ci siamo fermate a visitare Bienno, un paese splendido, ricco di scorci suggestivi, chiese antiche, angoli meravigliosi , qui  si può anche visitare un vecchio mulino ad acqua ancora funzionante.

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Ma se volete vedere qualcosa di veramente unico non potete perdervi le incisioni rupestri che si possono vedere a Capo di Ponte, Ceto, Cimbergo, e Paspardo , Sonico, Sellero ,Darfo Boario Terme e Ossimo .

Dopo una giornata così non potevo finire che nel migliore dei modi e cioè con una cena camuna al ristorante La cuna del lac a Sorline ( Angolo Terme) dove potrete gustare le ricette della cucina camuna di lago, di media valle e di alta valle che variano ogni settimana e godere di una vista spettacolare sul lago sottostante e sulle montagne che lo circondano. Ma della cucina ne parleremo più dettagliatamente nel prossimo post.

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Per finire la serata sono tornata al mio alloggio, un bellissimo B&B a Gorzone. Si chiama La teiera, ma è una bomboniera, un luogo tranquillo, accogliente, la famiglia Capitanio che lo gestisce mi ha coccolato, mi sono sentita in famiglia da subito. Per non parlare della stupenda torta di mele che mi aspettava. Ma anche per questo vi rimando al prossimo post, perchè merita un discorso tutto suo.

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Quindi a breve il racconto della cucina camuna e della mia bellissima esperienza nel meleto della famiglia Capitanio …e non solo.

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Castagnaccio vegano per Cakes lab test & taste

Questo mese la nostra scelta di Cakes lab test & taste è caduta su un libro particolare, Pasticceria vegana di Dunja Gulin. Spesso si pensa che la dieta vegana sia una dieta di privazioni ma non è assolutamente così, è un diverso modo di scegliere gli alimenti, senza per questo dover rinunciare a gusto e golosità.

Dopo la torta al cioccolato che potrete usare come base per la sfida di Crazy taste, io vi propongo un dolce  classico di questo periodo, il castagnaccio. Ora che i puristi non si indignino per la scelta della bevanda di riso al posto del latte, stiamo testando dolci vegani, non la tradizione.

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Come per la ricetta classica il castagnaccio vegano è un impasto morbido di farina di castagne e pochi altri ingredienti, arricchito con pinoli, noci e uvetta.

5.0 from 2 reviews
Castagnaccio vegano
 
Prep time
Tempo di cottura
tempo totale
 
La versione vegana del classico dolce toscano con farina di castagne e frutta secca
Author:
Recipe type: dolce
Cuisine: italiana
Porzioni: 8
Ingredienti
  • 300 g farina di castagne
  • 1 punta di cucchiaino di sale
  • 1 punta di cucchiaino di semi di vaniglia
  • 60 g uvetta
  • 60 g pinoli
  • 60 g noci sgusciate
  • 1 cucchiaio di rum
  • scorza grattugiata di 1 arancia
  • 50 g olio ( 25+25)
  • 650 ml di bevanda di riso ( ma partite da 500 ml )
  • 1 rametto di rosmarino fresco
  • Per servire:
  • Sciroppo d'agave o panna di soia montata
Spiegazione
  1. Dopo averla ben lavata , mettete l'uvetta a bagno in acqua tiepida con 1 cucchiaio di rum.
  2. In una ciotola setacciate la farina di castagne, aggiungete il sale ( secondo me potete aumentarlo un pochino), la scorza, la vaniglia, 25 g d'olio e aggiungete la bevanda di riso mescolando con una frusta dolcemente, stemperando tutti i grumi della farina aggiungete liquido fino ad ottenere la consistenza di una pastella, ma non troppo liquida. Dato che dipenderà molto dalla farina partite con 450 ml, poi poco per volta aggiungetene un pochino fino alla giusta consistenza . Nel mio caso ne sono bastati circa 550 ml.
  3. Quando avrete la giusta consistenza aggiungete l'uvetta scolata dall'acqua , strizzata e asciugata con della carta da cucina all'impasto.
  4. Versatelo in una tortiera da 24 cm ben unta o foderata da carta forno.
  5. Ricoprite il dolce con i pinoli e le noci tritate, aggiungete qualche ago di rosmarino e il resto dell'olio ben distribuito sulla superficie.
  6. Cuocete in forno caldo a 200° per 30-40 minuti circa. La superficie dovrà essere leggermente screpolata.Fate raffreddare nella tortiera.
  7. Servite con la panna di soia montata o lo sciroppo d'agave.

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Il dolce è buono, non vi accorgerete dela differenza nella preparazione dal tradizionale castagnaccio, unici appunti, secondo il mio gusto, sono l’aggiunta di un pochino in più di sale e forse la scarsa dolcezza dell’impasto, che però viene sopperita dall’abbondante frutta secca sulla superficie.

Attenzione alla dose dei liquidi, metteteli poco per volta e se non è necessario non aggiungeteli tutti.

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Per me comunque questa ricetta si merita una bella faccina felice.

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Salame di cioccolato al rum senza uova , una merenda per adulti

Siamo quasi arrivati alla fine del primo anno di Cioccolato e.. il nostro goloso viaggio negli abbinamenti con il cioccolato.

Questo mese l’abbinamento è forse il più classico di tutti, cioccolato e frutta secca ! Avevo in mente tante ricette, ma la più classica, la prima ricetta che tanti di noi hanno fatto, grazie alla sua semplicità è quella del salame di cioccolato.

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Io mi ricordo il Salame Vichingo del manuale di Nonna Papera , il mio primo libro di ricette ( per darvi un’indicazione sulla mia età sappiate che ho una prima edizione e non l’ho comperata da un antiquario), ma non mi piaceva molto,aveva le uova,  così crescendo ho voluto cercare  una mia versione, fino ad arrivare a quella da adulti, con una generosa dose di rum , che secondo me ci sta molto bene, ma se volete lo potete sostituire con del liquore all’arancia o toglierlo completamente se avete dei bambini , in questo caso aggiungete stessa dose di latte.

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Salame di cioccolato al rum , una merenda per adulti
 
Prep time
Tempo di cottura
tempo totale
 
La rivisitazione della classica merenda per bambini in versione adulta . Quando il cioccolato e il rum si incontrano dolcemente.
Author:
Recipe type: dolce
Cuisine: italiana
Porzioni: 8
Ingredienti
  • 200 g cioccolato fondente
  • 60 g burro
  • 3 cucchiai di Rum
  • 90 g nocciole tostate
  • 90 g biscotti secchi ( tipo oro saiwa)
  • Per finire :
  • zucchero a velo setacciato
Spiegazione
  1. Fate sciogliere a bagno maria o nel microonde ( 90 secondi a 750w) il cioccolato e il burro, mescolate bene finchè avrete un composto vellutato, aggiungete il rum e incorporatelo bene.
  2. In un sacchetto mettete i biscotti e con un mattarello rompeteli a pezzetti , non dovranno essere sbriciolati troppo fini, ma a pezzetti, quindi versatelo nel cioccolato e mescolate delicatamente.
  3. Mettete le nocciole nello steso sacchette e pressatele un po' con il mattarello in modo da frantumarle un po'. Unitele al resto del composto e mascolate finchè tutto sarà ben ricoperto dal cioccolato sciolto.
  4. Prendete un grosso foglio di alluminio, mettete il composto su un lato e arrotolatelo dandogli la forma di un cilindro, fatelo ben stretto , il salame dovrà essere ben compatto.
  5. Mettete in frigo per 5-6 ore almeno. Un paio d'ore prima di servirlo, toglietelo dalla stagnola, spolverate un piano con dello zucchero a velo setacciato e rotolateci dentro il salame, così che assomigli ad un vero salame e lasciatelo a temperatura ambiente
  6. Tagliate a fette alte circa 2 cm per servirlo.

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Lo potete servire a fette o su un tagliere con un coltello come fosse un vero salame e saranno i vostri ospiti a tagliare la propria fetta.

Ottimo come accompagnamento per un caffè o un dopo cena davanti alla televisione.

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E ora aspettimo le vostre ricette di Cioccolato e…frutta secca per il nostro gioco sulla nostra pagina facebook.

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Cercando di fare il Pan tramvai o pan cun l’ughetta

Sono nata a Milano e anche i miei genitori, per noi il pane con l’uvetta era un classico , quando la mamma andava a comperare il pane dalla Signora Amelia un pezzetto di pan con l’ughetta per papà lo comprava sempre . Noi bambine non lo amavamo molto, troppa uvetta ( noi toglievamo l’uvetta perfino dal panettone), ma poi crescendo ho imparato ad amare  l’uvetta e anche  il pane con l’uvetta.

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A Milano e in brianza si chiama pan tramvai , perchè tramvai era il nome dato ai tram di allora e in particolar modo al tram che da Milano andava verso Monza nel dopo guerra.  Dato che il tram non doveva far spaventare gli animali che pascolavano lungo la strada, era costretto ad andare molto piano e ci poteva mettere anche ora per arrivare al capolinea, quindi vicino alle fermate erano comparsi i venditori di questo pane molto ricco anche se semplice. I miei genitori mi racontavano che da bambini era una gioia poter ricevere qualche soldino per andare poi a comperare un pezzetto di questo pane per merenda .

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In alcuni scritti si narra anche che il  pane veniva  usato anche come resto al prezzo del biglietto in assenza di monetine.

La regola vorrebbe 3 kg di uvetta per ogni chilo di farina , questo vi fa immaginare come sia ricco.

Un’altra versione vuole che il nome derivi dal fatto che tutta quell’uvetta così ammassata nel pane ricordi il tram strapieno di passeggeri .

Oggi che abito a Varese il pane con l’uvetta lo trovo ancora dal panettiere, anche sei una versione meno ricca di uvetta e un pochino più raffinata.

Io ho voluto rifarlo con una versione semplice che penso si avvicini di più a quella che era la versione originale, un pane di farina non raffinata e tanta uvetta, senza nulla altro.

pan tramvai 1.jpg

Per questo pane ho scelto una farina tipo 1 dei Grandi Molini Italiani e mi sono trovata molto bene.

5.0 from 1 reviews
Pan tramvai o pan cun l'ughetta
 
Prep time
Tempo di cottura
tempo totale
 
Un pane dolce della tradizione lombarda con tanta uvetta
Author:
Recipe type: pane dolce
Cuisine: italiana
Porzioni: 2
Ingredienti
  • Per il prefermento:
  • 150 g farina tipo 1
  • 75 g acqua fredda
  • 1½ g lievito di birra fresco
  • Per l'impasto:
  • 350 g farina tipo 1
  • 275 g acquua fredda
  • 10 g lievito di birra fresco
  • 10 g sale
  • 200 g uvetta lavata e ammollata
Spiegazione
  1. Preparare il prefermento impastando farina, acqua e lievito , coprite e fate lievitare per 2-3 ore.
  2. Preparate l'impasto con gli altri ingredienti tranne l'uvetta e aggiungete il prefermento, impastate bene per 10 minuti fino ad ottenete un bell'impasto liscio ed elastico.
  3. Fate lievitare per 4 ore circa.
  4. Stendete la pasta con le mani su un piano, cospargetela di uvetta ben strizzata e asciugata con della carta da cucina. Piegate la pasta a libro richiudendo l'uvetta al suo interno , girate l'impasto e fate un altro giro di pieghe, così l'uvetta rimarrà ben distribuita all'interno del pane.
  5. Dividete l'impasto in 2 pezzi , date la forma che pereferite o fate una pagnotta o un filone e fate lievitare ancora per 2 ore circa,
  6. Accendete il forno e portatelo a 230°.
  7. Prima di infornare spolverate il pane con della farina e fate dei tagli trasversali con un coltello seghettato ben affilato.
  8. Cuocete per 25-30 minuti.
  9. Fate raffreddare su una griglia .

Dopo aver tagliato il pane mi sono accorta, come potete vedere, che quello che mi sembrava un impasto moltio ricco di uvetta , lievitando ha distribuito l’uvetta nel pane lasciandolo meno pieno, quindi se vi piace più pieno di uvetta aumentate la dose, anche se impastando vi sembrerà che sia più uvetta che pasta.

pane con uvetta.jpg

 

farine grandi molini 2-1

Con questa ricetta partecipo al contest indetto da Cucina Semplicemente in collaborazione con Grandi Molini Italiani

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