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Val camonica

Il mio tour in Val Camonica tra mele, viti e cucina camuna – seconda parte

Come già vi avevo raccontato nel post precedente, nel primo week end di ottobre sono andata a Darfo Boario Terme in occasione della manifestazione  Del bene e del bello, abbiamo cominciato la serata di Cam-on-eat, progetto che combina il recupero delle tradizioni enogastronomiche locali e l’innovazione creativa, con lo chef stellato Stefano Cerveni, per proseguire la mattina dopo  a Cerveno con una giornata di immersione nelle tradizioni enogastronomiche locali, tra musei, attrezzi, racconti video, mostre sulla vita della valle.

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In questi giorni sono stata a dormire in un bellissimo B&B a Gorzone , a pochi chilimetri da Boario, un paesino stupendo, con case caratteristiche e portali di pietra che riportano ancora la data della costruzione.

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Il B&B La teiera è sulla strada principale ma non sentirete alcun rumore perchè le camere sono sul lato della casa che guarda la montagna, è stato rinnovato nel 2012 , tutto è accogliente e molto piacevole, le camere sono di diverso colore e a colazione ogni tavolo è apparecchiato con i colori della camera, questo rende tutto veramente speciale e si capisce, anche da questo,  l’attenzione e l’amore che mettono nella cura dell’ospite . Beatrice e tutta la famiglia Capitanio, che lo gestiscono riescono a rendere il soggiorno bellissimo. La ricca colazione con anche i prodotti a base di mele prodotte dai meleti della famiglia, rende tutto perfetto.

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La giornata di sabato non poteva finire se non con una buonissima cena in un ristorante della zona, La cuna del Lac  di Isacco Fedriga. In questo periodo i ristoranti della zona offrono la possibilità di gustare i sapori della valle con dei menù studiati in base alla zona , ci sono i menù del lago, della media valle e dell’alta valle, io avrei voluto assaggiare tutto ma poi ho scelto il menù della media valle.

La cuna del lac è un ristorate molto carino, rustico, ma molto attento sia alla presentazione dei piatti che alla sostanza, il personale è cordiale e simpatico, un posto molto piacevole dove gustare i piatti della zona.

Già il cestino del pane  era uno spettacolo, tutto pane fatto in casa, dei grissini alle erbe aromatiche, del pane ai cereali, del pane alla zucca e un pane ai pomodorini buonissimo ( di questo avrei voluto la ricetta, lo confesso).

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Come antipasto mi è stato portato un tagliere con una frittatina di erbe aromatiche della valle, un cacciatorino nostrano e una giardiniera di verdure fatta in casa.

Poi di primo ho gustato dei tortelli alle ortiche e fatulì , un formaggio di capra della zona e burro antico , cosa posso dirvi se non che vanno provati? Il sapore deciso del formaggio di capra si stemperava benissimo con il burro e gli spicchi di  mele cotte che completavano il piatto.

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Come seconda portata ho scelto un filetto di maiale con castagne, miele di rododendro, gratin di patate e speck.  Una carne tenera e saporita grazie anche alla pancetta che l’avvolgeva, il dolce delle castagne e miele che contrastava con il sapido della pancetta e dello speck reso croccante dalla gratinatura.

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Per concludere in dolcezza questa cena non poteva mancare un dolce, una delicata crostata alle pere, cioccolato e cannella.

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Vi ho ingolosito un po’ ?  Un consiglio ve lo voglio dare, andate di giorno o prima del tramonto per poter gustare anche il meraviglioso panorama che si gode dal ristorante sulla valle e sul caratteristico lago Moro, uno specchio d’acqua montano racchiuso da cime stupende.

La mattina seguente per fortuna il tempo ci ha risparmiato e nonostante il cielo pieno di nuvole , non ha piovuto ( beh in effetti un piccolo scroscio l’ha fatto, ma nulla di che), così, dopo una bella colazione con succo di mela e marmellata di mele della casa,  accompagnata dal Sig. Franco Capitanio sono andata a fare un giro per il paese di Gorzone alla scoperta dei suoi meleti.

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Il Sig Franco è il papà di Beatrice del B&B La teiera e da loro si può partecipare al progetto adotta un melo, si può scegliere una pianta di mele a cui verrà messo un cuoricino con il nostro nome e al momento della raccolta potremo andare noi stessi a raccogliere le mele della nostra pianta e portarcele a casa.

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Le mele del Sig. Franco non vengono trattate con prodotti chimici, per loro vengono usati solo sistemi naturali come ad esempio, dei piccoli anelli di plastica che secernono feromoni che  impediscono la proliferazione degli insetti dannosi per le piante e per i frutti come, ad esempio, il verme della mela e la lotta integrata.

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Il sig. Capitanio nei suoi 3 meleti ha circa 2500 piante e  produce 12 tipi di mele, oltre alle più note come le gala, la golden, la renetta, la granny smith, la fuji, ci sono altri tipi come la samsa, la jeromine,la pinova e la golden rush. La raccolta delle mele va da agosto  a ottobre e per ogni pianta si fanno 3 raccolti, seguendo la maturazione delle mele. Il sig. Franco vende direttamente le sue mele nel piccolo negozio sotto casa, dove potrete trovare anche i succhi di mela, le marmellate, l’aceto di mele.

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Ma la passione del Sig. Franco per la sua terra l’ha portato anche a cominciare la coltivazione anche di uva da vino, per ora ancora poche piante ma già altre sono pronte a dare i loro frutti nei prossimi anni. Questa sua passione è condivisa anche dal suo amico Enrico,dell’azienda agricola Togni-Rebaioli di Boario,  un giovane viticultore entusiata del suo lavoro che porta avanti con tanta  passione da abbandonare gli studi di giurisprudenza.  Enrico ha recuperato alcune vecchie viti ( mentre per alcuni sarebbe stato più facile estirparle e piantarne di nuove) e le ha riportate in condizione di dare bellissimi grappoli d’uva , perfetti per il vino.

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La curiosità e la passione,fanno si che Enrico sperimenti in continuazione nuovi vini , ne ho assaggiati un  paio veramente buoni e spero di poterne assaggiare presto degli altri. Intanto per ora mi gusterò una bottiglia di San Valentino di sua produzione con una splendida polenta, magari taragna , per rimanere in zona.

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Speriamo che  la passione di questi uomini  non si esaurisca, ma possa continuare per dare lustro alla Val Camonica, ai suoi territori, ai suoi produttori.

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La valle dei segni, la Val Camonica e le tradizioni -prima parte

Nel primo weekend di ottobre ho avuto la fortuna di essere invitata a Darfo Boario Terme con alcune amiche blogger in occasione della presentazione dei progetti La valle dei segniCam on eat e del volume Erborare, per scoprire un territorio stupendo, la Val Camonica.

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L’Italia ci offre sempre zone bellissime, paesaggi mozzafiato ma purtroppo spesso messi in secondo piano da luoghi più alla moda. Grazie ad un gruppo di persone entusiaste della loro valle è nata “ La valle dei segni” un progetto stupendo per riscoprire la Val Camonica , che può offrire non solo piste da sci o fonti termali ma un patrimonio incredibile di storia e di persone uniche.
Il territorio camuno offre un patrimonio inimmaginabile. La valle dei segni nasce proprio come progetto per riscoprire e rivalutare questa bellissima valle, lo sapevate che le incisioni rupestri di questo territorio sono diventate il primo patrimonio dell’umanità dell’Unesco in Italia nel 1979 ?

Nel mese di Ottobre poi la valle offre 4 fine settimana densi di appuntamenti, per tutti i gusti all’interno del progetto Del bene e del bello.

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Venerdì abbiamo partecipato alla presentazione del video di Cam on eat , un progetto sulla cucina e sulle tradizioni culinarie camune. Un appassionato intervento dello chef stellato Stefano Cerveni ha fatto capire le potenzialità di questo territorio, ricco di frutta, formaggi, carne ed erbe spontanee.

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Proprio in merito alle erbe spontanee è stato presentato un bellissimo libro in cui le “Erborare” si raccontano, (le erborare sono le donne camune che conoscono la loro terra e le sue erbe spontanee) e descrivono aneddoti della loro vita e ci regalano ricette uniche tramandate  nelle loro famiglie, il tutto corredato da bellissime immagini di Maria Cemmi. Un libro perfetto come regalo sia a chi ama leggere che cucinare.

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Ma tutto questo è stato possibile anche grazie al progetto La valle dei segni , un progetto forse troppo grande da spiegare in poche righe, quindi vi invito ad andare a vedere il loro sito e a lasciare il vostro segno, si perchè con un semplice gioco, potrete vedere di che segno siete ( nulla a che fare con l’astrologia ) e lasciare il vostro segno nella valle.

Sabato abbiamo visitato il bellissimo paese di Cerveno, famoso per la sua via Crucis lignea ma anche per la via crucis animata che si svolge ogni 10 anni per le vie del paese.
Qui abbiamo avuto modo di conoscere i registi del film “ Raccontare l’uomo che mangia” e vedere il progetto legato a questa storia. Abbiamo potuto visitare la Casa Museo , una fedele riproduzione della casa rurale tipica della valle, in cui vengono proiettati i video realizzati con i racconti delle persone che vivono qui e mantengono vive le tradizioni.

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Proprio per farci toccare con mano queste tradizioni abbiamo avuto modo di assaggiare dei piatti preparati per noi dalle donne del paese secondo le ricette di famiglia, ma qui purtroppo nessuna foto, eravamo troppo impegnate ad assaggiare i buonissimi casoncelli fatti secondo la ricetta tradizionale con formaggio, carne ed erbe , ma anche con zucca e uvetta, con speck, i “capù” o capponi, involtini di carne e verza , i dolci , insomma non avevamo tempo per le foto.

A Cerveno è possibile anche visitare il vecchio caseificio turnario del 1929  dove tutto il paese raccoglieva il latte e dove si possono ancora vedere i macchinari dell’epoca e leggere i documenti originali in cui erano riportate le pesate del latte, i compiti dei casari,le indicazioni di cosa fare.

Dall’altra parte del paese c’è il Santuario con la sua particolarissima Via Crucis all’interno della chiesa.

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Tornando verso Boario Simona ed io ci siamo fermate a visitare Bienno, un paese splendido, ricco di scorci suggestivi, chiese antiche, angoli meravigliosi , qui  si può anche visitare un vecchio mulino ad acqua ancora funzionante.

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Ma se volete vedere qualcosa di veramente unico non potete perdervi le incisioni rupestri che si possono vedere a Capo di Ponte, Ceto, Cimbergo, e Paspardo , Sonico, Sellero ,Darfo Boario Terme e Ossimo .

Dopo una giornata così non potevo finire che nel migliore dei modi e cioè con una cena camuna al ristorante La cuna del lac a Sorline ( Angolo Terme) dove potrete gustare le ricette della cucina camuna di lago, di media valle e di alta valle che variano ogni settimana e godere di una vista spettacolare sul lago sottostante e sulle montagne che lo circondano. Ma della cucina ne parleremo più dettagliatamente nel prossimo post.

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Per finire la serata sono tornata al mio alloggio, un bellissimo B&B a Gorzone. Si chiama La teiera, ma è una bomboniera, un luogo tranquillo, accogliente, la famiglia Capitanio che lo gestisce mi ha coccolato, mi sono sentita in famiglia da subito. Per non parlare della stupenda torta di mele che mi aspettava. Ma anche per questo vi rimando al prossimo post, perchè merita un discorso tutto suo.

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Quindi a breve il racconto della cucina camuna e della mia bellissima esperienza nel meleto della famiglia Capitanio …e non solo.

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